Bastano pochi fotogrammi in bianco e nero e ci si ritrova subito lì: nei ruggenti Sessanta, quando il cinema non era solo intrattenimento ma il termometro di un mondo che cambiava a ritmo frenetico. Da Roma a Hollywood, passando per Parigi e Londra, quel decennio ha prodotto opere che ancora oggi ci aiutano a capire chi eravamo e cosa sognavamo.

Decennio di riferimento: 1960-1969 ·
Premi Oscar per il miglior film: 10 film, da L’Appartamento (1960) a Il cavaliere della valle solitaria (1969) ·
Correnti dominanti: Commedia all’italiana, Spaghetti Western, Nouvelle Vague, New Hollywood ·
Registi chiave: Fellini, Leone, Kubrick, Hitchcock, Truffaut, Godard

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Il numero esatto di film prodotti in Italia nel decennio varia a seconda delle fonti e della definizione di “produzione italiana”
  • Il confine tra “commedia all’italiana” e altri generi comici è talvolta dibattuto dalla critica
3Segnale temporale
  • 1960: escono La dolce vita, L’avventura e Psycho; La dolce vita vince la Palma d’oro (Cinque Colonne Magazine)
  • 1964: Per un pugno di dollari lancia lo spaghetti western (Il Sorpasso Cinema)
  • 1968: 2001: Odissea nello spazio di Kubrick ridefinisce la fantascienza (Cinque Colonne Magazine)
4Cosa viene dopo
  • Il decennio successivo vedrà l’apice del cinema politico italiano e l’affermazione definitiva della New Hollywood
  • I generi nati negli anni ’60 (spaghetti western, horror moderno) si evolveranno in nuove forme
Il paradosso

Negli anni ’60, mentre l’Italia vive il boom economico, la commedia all’italiana non celebra il benessere: lo sbeffeggia. È un cinema che ride dei nuovi vizi borghesi, e proprio per questo è ancora così attuale.

Cinque fatti, un modello produttivo: nel lungo decennio Sessanta convivono commedia all’italiana, spaghetti western, musicarello, horror, giallo, peplum, film erotici e mondo movies, come documentato dal repository dell’Università di Milano (guest editorial sul cinema italiano).

Il quadro che emerge non è quello di un monolite ma di un laboratorio di generi ibridi, dove l’Italia produce più varietà di generi di qualsiasi altra cinematografia nazionale.

Dato Dettaglio
Periodo di riferimento 1960-1969
Correnti principali Nouvelle Vague, Free Cinema, Commedia all’italiana, Spaghetti Western
Festival di Cannes (Palma d’oro) La dolce vita (1960), L’avventura (1960), Blow-Up (1967)
Premio Oscar Miglior Film 10 pellicole premiate, da L’Appartamento a Il cavaliere della valle solitaria
Incarichi al botteghino Tutti insieme appassionatamente (1965) fu il maggiore incasso del decennio
Registi premiati all’Oscar David Lean (Lawrence d’Arabia, 1963), Robert Wise (West Side Story, 1962)

Come era il cinema negli anni ’60?

Il contesto sociale e culturale del decennio è unico: la ricostruzione postbellica lascia spazio al boom economico, alla contestazione giovanile e a una nuova libertà di costume. Il cinema non si limita a riflettere questi cambiamenti: li anticipa e li plasma.

Il contesto sociale e culturale del decennio

  • La Nouvelle Vague francese rompe le regole del linguaggio cinematografico classico con Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard (Cinque Colonne Magazine, analisi storica del cinema anni ’60)
  • La Commedia all’italiana racconta i cambiamenti della società italiana attraverso una satira pungente dei vizi del boom economico (Il Sorpasso Cinema, storia della commedia all’italiana)
  • Il Free Cinema inglese si concentra sul realismo sociale, con film come Sabato sera, domenica mattina (1960) di Karel Reisz
  • La New Hollywood, a partire dal 1967-1969, segna la transizione dal cinema classico a quello moderno con Il laureato e Easy Rider

Le principali correnti internazionali

  • Nouvelle Vague (Francia): Godard, Truffaut, Chabrol, Rohmer — giovani critici diventati registi che girano in strada, con troupe leggere e storie esistenziali
  • Free Cinema (Gran Bretagna): Lindsay Anderson, Karel Reisz, Tony Richardson — realismo sociale con ambientazioni operaie
  • Cinema Novo (Brasile): Glauber Rocha, Nelson Pereira dos Santos — denuncia politica e sperimentazione formale
  • New Wave giapponese: Nagisa Oshima, Shohei Imamura — rottura con la tradizione e temi politicamente espliciti
Perché conta

La Nouvelle Vague dimostra che per fare un grande film non servono grandi studi: bastano una macchina da presa portatile, attori in prestito e il coraggio di girare per strada. È la democratizzazione del cinema, e il suo effetto si sentirà in Italia già nei primi anni ’60.

Il pattern: in ogni continente nasce un movimento che rifiuta il cinema in studio a favore di storie radicate nella vita reale, segnando la fine della “fabbrica dei sogni” classica.

Quali sono i film più belli degli anni ’60?

Sette titoli, due geografie: mentre il cinema italiano sforna capolavori esistenziali, Hollywood produce epopee visive che ridefiniscono l’immaginario collettivo.

I capolavori italiani

  • La dolce vita (1960) di Federico Fellini — Palma d’oro a Cannes, un film che scompone la società del benessere attraverso la figura del giornalista Marcello Rubini (Cinque Colonne Magazine)
  • L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni — Palma d’oro per la sua riflessione sull’incomunicabilità nella società moderna
  • (1963) di Federico Fellini — il film sul cinema che diventa cinema, un’autobiografia onirica che mette in scena la crisi creativa del regista Guido Anselmi (Il Sorpasso Cinema)
  • Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti — affresco storico sulla nobiltà siciliana ai tempi del Risorgimento, Palma d’oro a Cannes
  • Il buono, il brutto e il cattivo (1966) di Sergio Leone — terzo capitolo della trilogia del dollaro (Cinque Colonne Magazine)

I grandi film internazionali

  • Psycho (1960) di Alfred Hitchcock — thriller psicologico che ha rivoluzionato il linguaggio dell’horror e della suspense (Cinque Colonne Magazine)
  • Lawrence d’Arabia (1962) di David Lean — 7 premi Oscar, epopea visiva che ha ridefinito la scala del cinema storico
  • 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick — capolavoro di fantascienza filosofica che anticipa domande ancora attuali sull’intelligenza artificiale e l’evoluzione umana (Cinque Colonne Magazine)
  • Easy Rider (1969) di Dennis Hopper — manifesto della controcultura giovanile e simbolo della New Hollywood nascentes

Il trade-off: mentre il cinema italiano si interroga sull’esistenza e la memoria, quello americano punta sullo spettacolo totale. Entrambi, a modo loro, cercano una verità nuova.

Quali sono i generi principali del cinema negli anni ’60?

Cinque generi, una mappa: negli anni ’60 i confini si dissolvono e nascono ibridi che segneranno i decenni successivi. La commedia all’italiana e lo spaghetti western sono i più originali, ma l’horror e il musical vivono una rinascita parallela.

La commedia all’italiana

  • Il sorpasso (1962) di Dino Risi è considerato un manifesto del genere: racconta un giorno di vita di due sconosciuti, uno spiantato e spavaldo (Vittorio Gassman) e un timido studente (Jean-Louis Trintignant), in un viaggio che diventa metafora del boom e delle sue contraddizioni (Cinque Colonne Magazine)
  • Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi satira il codice penale e i costumi arretrati della società meridionale (Cinque Colonne Magazine)
  • I mostri (1963) di Dino Risi è un affresco corale dei vizi nazionali attraverso una serie di episodi

Lo spaghetti western

  • Per un pugno di dollari (1964) di Sergio Leone lancia il genere: un remake non ufficiale de La sfida del samurai di Kurosawa trasportato nel West messicano (Cinque Colonne Magazine)
  • Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto e il cattivo (1966) completano la trilogia del dollaro (Cinque Colonne Magazine)
  • C’era una volta il West (1968) è considerato il capolavoro maturo di Leone, epica crepuscolare che chiude il decennio

La fantascienza e l’horror

  • 2001: Odissea nello spazio (1968) di Kubrick ridefinisce la fantascienza come genere filosofico (Cinque Colonne Magazine)
  • Psycho (1960) di Hitchcock introduce lo slasher moderno e la psicoanalisi come tema centrale
  • Rosemary’s Baby (1968) di Roman Polanski porta l’horror in contesti domestici, spostando la paura dal soprannaturale al paranoico
  • La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero inventa lo zombie movie moderno

Il musical e il dramma

  • Mary Poppins (1964) di Robert Stevenson incassa oltre 100 milioni di dollari globali (Cinque Colonne Magazine)
  • Tutti insieme appassionatamente (1965) di Robert Wise è il maggior incasso del decennio (Cinque Colonne Magazine)
  • Il dottor Zivago (1965) di David Lean è il dramma storico per eccellenza del periodo
La sorpresa

Lo spaghetti western nasce per caso: Sergio Leone non aveva i soldi per un set tradizionale, così gira in Spagna, in location desolate. Il budget ridotto diventa stile. È la lezione più duratura del decennio: la scarsità può generare invenzione.

La lezione: il cinema di genere degli anni ’60 non è escapismo — è un commento sociale travestito. Lo spaghetti western parla di violenza e giustizia, l’horror di paure collettive, la commedia all’italiana di ipocrisie nazionali.

Chi sono i registi e gli attori simbolo del cinema anni ’60?

Due liste, una conclusione: mentre i registi spingono il linguaggio cinematografico verso nuovi confini, gli attori diventano icone globali che uniscono il pubblico italiano a quello internazionale.

I registi che hanno segnato il decennio

  • Federico Fellini: ha dominato il cinema d’autore italiano con La dolce vita e , vincendo la Palma d’oro e l’Oscar come miglior film straniero (Il Sorpasso Cinema, guida ai registi italiani)
  • Michelangelo Antonioni: ha esplorato l’incomunicabilità e la solitudine moderna in L’avventura e Blow-Up (Palma d’oro 1967)
  • Sergio Leone: è diventato il maestro del western all’italiana con la trilogia del dollaro (Il Sorpasso Cinema)
  • Stanley Kubrick: ha ridefinito i generi americani con Il dottor Stranamore (1964) e 2001: Odissea nello spazio (1968)
  • Alfred Hitchcock: con Psycho (1960) e Gli uccelli (1963) ha dimostrato che il thriller psicologico poteva essere arte alta e successo popolare
  • Luchino Visconti: ha unito rigore storico e dramma esistenziale ne Il Gattopardo (1963)

Gli attori più amati del pubblico

  • Marcello Mastroianni: il volto del cinema italiano nel mondo, protagonista di La dolce vita, e Divorzio all’italiana
  • Sophia Loren: premio Oscar alla carriera nel 1991, simbolo di bellezza e talento italiano in La ciociara (1961)
  • Alberto Sordi: l’attore più popolare della commedia all’italiana, interprete di oltre 150 film nel decennio
  • Clint Eastwood: diventa star globale grazie alla trilogia del dollaro di Sergio Leone
  • Paul Newman: icona del cinema americano con Lo spaccone (1961) e Nick mano fredda (1967)

Il paradosso: gli attori italiani più celebrati (Mastroianni, Sordi) interpretano spesso perdenti, furbetti e anti-eroi, mentre le star americane (Newman, Eastwood) incarnano figure autonome e vincenti. Due specchi diversi della stessa aspirazione.

Quali sono le differenze tra il cinema italiano e americano degli anni ’60?

Tre differenze, un dialogo: il cinema italiano e quello americano degli anni ’60 sembrano muoversi in direzioni opposte, ma in realtà si influenzano a vicenda più di quanto si creda.

Stili e linguaggi a confronto

  • Il cinema italiano si concentrava sulla commedia di costume e il western di Sergio Leone, con uno sguardo critico alla società del boom economico (Il Sorpasso Cinema)
  • Il cinema americano viveva la transizione tra il rigido Codice Hays (che censurava sesso e violenza) e la New Hollywood, più libera e autoriale
  • Il cinema d’autore europeo (Antonioni, Fellini) era più sperimentale e introspettivo, con trame rarefatte e lunghe sequenze di pura atmosfera
  • Le produzioni americane privilegiavano narrazioni lineari, intrecci funzionali e finali rassicuranti — fino all’arrivo di Easy Rider e 2001

I temi dominanti

  • Italia: il conflitto tra tradizione e modernità, la satira della borghesia, la memoria storica, la crisi di identità maschile
  • USA: il sogno americano, la guerra fredda, il consumismo, la controcultura giovanile, la frontiera come mito nazionale
  • La Nouvelle Vague francese e il Free Cinema britannico hanno influenzato entrambe le cinematografie, ma con esiti diversi: l’Italia ha ibridato l’autorialità con il cinema popolare, mentre l’America ha faticato a integrare la sperimentazione nel sistema degli studios

Un punto di convergenza: Il dottor Stranamore (1964) di Kubrick e Il sorpasso (1962) di Risi usano entrambi l’ironia per criticare rispettivamente la corsa agli armamenti e il consumismo sfrenato. Due risate, un’unica inquietudine.

Quali sono i migliori film del 1960, 1964 e 1965?

Tre annate, una progressione: dal debutto del cinema moderno (La dolce vita, Psycho) all’esplosione della sperimentazione (Per un pugno di dollari) fino al trionfo dello spettacolo popolare (Tutti insieme appassionatamente).

Le pietre miliari del 1960

Il 1960 è probabilmente l’annata più densa del decennio. Escono:

  • La dolce vita di Federico Fellini — Palma d’oro a Cannes (Cinque Colonne Magazine)
  • L’avventura di Michelangelo Antonioni — Palma d’oro a Cannes
  • Psycho di Alfred Hitchcock — thriller rivoluzionario (Cinque Colonne Magazine)
  • Spartacus di Stanley Kubrick — kolossal storico con Kirk Douglas
  • Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard — manifesto della Nouvelle Vague

Il 1964: l’anno dello spaghetti western

Il 1964 segna una svolta con l’arrivo di due film che cambieranno il corso della storia del cinema:

  • Per un pugno di dollari di Sergio Leone — lanciato lo spaghetti western (Cinque Colonne Magazine)
  • Mary Poppins di Robert Stevenson — trionfo del musical Disney (Cinque Colonne Magazine)
  • Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick — satira della guerra fredda
  • La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini — dramma sentimentale con Claudia Cardinale

Il 1965: tra musical e drammi

Il 1965 consolida il successo del musical e del dramma storico epico:

  • Tutti insieme appassionatamente di Robert Wise — il maggiore incasso del decennio (Cinque Colonne Magazine)
  • Il dottor Zivago di David Lean — 5 premi Oscar
  • Per qualche dollaro in più di Sergio Leone — secondo capitolo della trilogia del dollaro (Cinque Colonne Magazine)
  • La signora della guerra di Pier Paolo Pasolini — dramma sulla Resistenza partigiana

La conseguenza: dal 1960 al 1965 si passa da un cinema di autori che guardano dentro l’individuo a un cinema di genere che guarda alla società. La trasformazione è compiuta, e il pubblico ne è il testimone più attento.

Citazioni dal decennio

“Il cinema usa il linguaggio dei sogni: i film possono essere ricordati come i sogni.”

— Federico Fellini

“Il mio West è un’America mitizzata, vista con gli occhi di un europeo.”

— Sergio Leone

“La politica degli autori significa che un film deve riflettere la personalità del suo regista, come un romanzo riflette quella del suo scrittore.”

— François Truffaut, critico e regista

Guardando indietro a questi tre sguardi, emerge una verità: il cinema degli anni ’60 ha capito, forse per la prima volta, di essere un’arte capace di parlare al subconscio collettivo. Per il pubblico italiano di oggi, quel decennio resta un patrimonio da riscoprire non come nostalgia, ma come chiave di lettura del presente.

Domande frequenti

Quanti film sono stati prodotti in Italia negli anni ’60?

Il numero esatto varia a seconda delle fonti. Secondo i dati dell’Università di Milano (guest editorial sul cinema italiano), nel lungo decennio Sessanta si assiste a una produzione intensissima, con centinaia di titoli per anno, ma una cifra precisa è difficile da stabilire a causa delle produzioni indipendenti e dei film di genere minori.

Qual è stato il maggior incasso del cinema negli anni ’60?

Tutti insieme appassionatamente (1965) di Robert Wise è stato il maggiore incasso del decennio a livello globale, come riportato da Cinque Colonne Magazine.

Come si chiama il movimento cinematografico francese degli anni ’60?

La Nouvelle Vague (Nuova Onda), un movimento di giovani registi — tra cui Jean-Luc Godard, François Truffaut, Éric Rohmer e Claude Chabrol — che tra il 1959 e il 1968 rivoluzionò il linguaggio cinematografico con film girati in strada, bassi budget e storie esistenziali.

Quale attore italiano è stato il più popolare negli anni ’60?

Marcello Mastroianni è considerato il volto del cinema italiano del decennio, protagonista di capolavori come La dolce vita (1960) e (1963). Alberto Sordi, invece, è stato l’interprete più prolifico della commedia all’italiana, con oltre 150 film nel periodo.

Quale film ha vinto l’Oscar come miglior film nel 1968?

Nel 1968 l’Oscar per il miglior film è andato a Il laureato (The Graduate) di Mike Nichols, un film che simboleggia il passaggio generazionale alla New Hollywood.

Cosa rappresenta il cinema degli anni ’60 per la storia del cinema?

È il decennio in cui il cinema si è liberato delle convenzioni classiche per diventare un’arte più personale, sperimentale e consapevole del suo ruolo sociale. Dalla Nouvelle Vague allo spaghetti western, passando per la New Hollywood, ha posto le basi del cinema moderno.

Qual è considerato il primo spaghetti western della storia?

Per un pugno di dollari (1964) di Sergio Leone è universalmente riconosciuto come il primo spaghetti western ad avere successo internazionale, lanciando il genere. Prima di esso esistevano western girati in Italia, ma nessuno con la sua influenza (Il Sorpasso Cinema).

In sintesi: Il cinema degli anni ’60 non è un museo di vecchi film. È il momento in cui la settima arte ha smesso di raccontare favole e ha iniziato a parlare di noi. Per lo spettatore italiano di oggi: riscoprire Fellini, Leone e Risi significa capire da dove veniamo. Per lo studente di cinema: è il laboratorio in cui sono nati quasi tutti i linguaggi che usiamo ancora.